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BARCODE: 9788806189778
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Nel giugno 1835 un giovane contadino normanno, Pierre Rivière, sgozza una sorella, un fratello e la madre per "liberare" il padre dalle persecuzioni della moglie. Arrestato, Rivière stende una "memoria" in cui racconta la storia della sua famiglia e i moventi del suo gesto. Questo documento, è tutt'altro che l'opera di un folle: lungi dal risolvere i dubbi dei giudici, li pone davanti a nuove domande: che cosa è la pazzia? È possibile che il criminale perda la ragione per un solo istante, che deliri su un solo oggetto, conservando intatto il resto delle sue percezioni? Ben presto il caso Rivière diventa un momento significativo della partita di potere tra i giudici e i medici, ansiosi di affermare la nascente psichiatria. Michel Foucault e i suoi allievi del Collège de France hanno raccolto e discusso in questo volume tutta la documentazione apparsa sulla vicenda: le perizie medico-legali, le dichiarazioni dei testimoni, gli articoli dei giornali, la "memoria" di Rivière. Gli autori hanno rinunciato di proposito agli scandagli della psicoanalisi e dell'antropologia culturale per concentrare l'analisi sui rapporti tra scienza e potere, tra individuo e strutture sociali di controllo. Per questa via il libro offre un contributo originale al dibattito sulle grandi istituzioni custodialistiche e repressive, cui lo stesso Foucault ha partecipato con le sue magistrali ricerche sulla clinica, il manicomio, la prigione. Prima edizione 1976 nel "Nuovo Politecnico".